Bookcoaching: “Happy Hour” di Ivana Gianmoena – rinnovare non significa rinnegare

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 Questa è la chiamata alle armi di Minerva, protagonista settantenne del romanzo Happy Hour di Ivana Gianmoena.

 Minerva è una donna che, rimasta vedova dopo una vita “da comprimaria” accanto a un marito integerrimo ma ingombrante, scopre all’improvviso che quel lutto porta con sé un inatteso senso di libertà.

 Da lì nasce la sua crociata: liberare le donne dalla supremazia maschile e risvegliare l’Amazzone che, a suo parere, ogni donna dovrebbe diventare.

 A questo scopo crea un primo plotone d’avanguardia, un piccolo gruppo eterogeneo di quattro donne, ciascuna con una storia diversa, un modo di stare nel mondo unico e un proprio modo, spesso silenzioso e dimesso, di cercare il senso della vita.

 Ma Minerva vede solo un’unica strada: la sua.

 Rigida, assolutista, incapace di cogliere le sfumature della realtà e delle persone.
Per lei l’uomo è il nemico, sempre; la donna è la vittima da salvare, sempre.

 Così non comprende: chi sente di appartenere ai margini e trova proprio lì il suo equilibrio; chi, anche in età matura, desidera ancora un amore autentico, fondato sul rispetto reciproco; chi, semplicemente, vuole ancora divertirsi e concedersi un po’ di leggerezza.
 Non comprende che non sempre siano necessarie rivoluzioni per stare meglio, a volte basta cambiare una cosa alla volta: un’azione, un atteggiamento, un’abitudine, un punto di vista…
Ma lei crede in un ribaltamento assoluto e non ammette compromessi.

 Le sue compagne cercano di farle vedere ciò che lei rifiuta:

Rinnovare non significa rinnegare.

 Ma Minerva non ascolta.
Si sente tradita, si allontana e allontana, senza accorgersene, le sue compagne di venture. Continua da sola una battaglia che, a quel punto, ha perso ogni contatto con la realtà.

 Finché un problema personale non la costringe a fermarsi.
In questa nuova condizione di quiescenza si accorge di ciò che prima le era impossibile vedere; la radice della sua infelicità non è fuori, ma dentro.

 E finalmente realizza perché qualcuno le aveva detto:

Non sei contenta della tua vita, Minerva?
Datti da fare, scopri cosa vuoi, lavora per diventare
quello che pensi di essere o che sogni:
e comincia a farlo da te, non da chi ti sta attorno!

 Ciò che la costringe nel suo ruolo da combattente solitaria è la rigidità, il bisogno di un nemico esterno, per non assumersi la responsabilità, per evitare di guardare dentro di sé e leggere la sua storia che lei stessa ha scritto, mentre altre hanno avuto il coraggio di viverla la loro storia, ognuna a modo proprio.

 Solo ora Minerva sceglie di ricominciare: non rinnegando sé stessa, ma rinnovandosi.

Con più verità, più ascolto ai valori, propri e altrui, e con più rispetto nelle relazioni che veramente contano.


📔 ✍🏽 Spunti di riflessione

 

🔍 1. Quando un principio acceca

 A volte un ideale nobile (libertà, giustizia, autodeterminazione…) può diventare una lente deformante.
Nel nome di una battaglia, rischiamo di non vedere più il mondo nella sua complessità.

 Quale principio, anche giusto, rischia di diventare una gabbia nella tua vita?

 

👂🏼 2. Il valore dell’emancipazione non giustifica il mancato ascolto

 Lottare per sé stessi è fondamentale.
Ma se la nostra voce diventa così forte da coprire quella degli altri, abbiamo perso la strada.

 Dove potresti ascoltare di più invece di convincere di più?

 

⛓️ 3. Cercare un nemico esterno è una scorciatoia per non guardare dentro

 Più facile è addossare la colpa fuori: a un partner, alla famiglia, al passato, al sistema.
Ma spesso il nodo vero sta altrove.

 A cosa o a chi stai attribuendo la responsabilità della tua vita? E cosa stai evitando di guardare?

 

💪🏼 4. Assumersi la responsabilità della propria vita

 Non possiamo controllare ciò che accade, ma possiamo scegliere come rispondere.
Qui è dove inizia la libertà autentica.

 Qual è la reazione che oggi puoi scegliere il modo più consapevole?

 

🧑🏽‍🤝‍🧑🏿 5. Il potere delle relazioni basate sul rispetto reciproco

 Le relazioni non sono campo di battaglia: sono spazi di riconoscimento.
Minerva lo capisco solo quando le perde. Noi possiamo capirlo prima.

 Quale relazione merita oggi un gesto di rispetto in più?

 

💭 6. Cambiare idea non è incoerenza: è crescita

 Chi è davvero in contatto con la realtà evolve.
Chi è davvero libero può permettersi di cambiare.
Cambiare idea è uno dei più grandi atti di autenticità.

 C’è un’idea, una convinzione, un ruolo che potresti aggiornare?



📖
Happy Hour ci ricorda che l’emancipazione più profonda non nasce dalla lotta contro qualcuno, ma dall’alleanza con noi stessi.

 E che la vera libertà non è urlare: è ascoltarsi, scegliere e rinascere nel rinnovamento, non nella negazione di sé

 

 

 


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