Un libro mi disse: “La principessa che credeva nelle favole” di Marcia Grad Powers (post di Nicole Zunino)

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La rubrica Un libro mi disse prende spunto dal libro di Tiziano Terzani Un indovino mi disse: qui l’autore racconta di come la profezia di un indovino, da lui accolta in bilico tra gioco e cauta credulità, lo invitò a fare delle scelte che lo aprirono a nuove esperienze, permettendogli di scoprire un suo mondo tutto interiore. Ho scorto un parallelo con il fatto che spesso leggere un libro, un romanzo, un racconto, potrebbe essere l’occasione per conoscere meglio se stessi e dare una svolta non programmata alla propria vita.

Per la rubrica Un libro mi disse nel post che segue Nicole Zunino – Online Business Manager racconta di quanto si sia riconosciuta nella lettura di La principessa che credeva nelle favole – Come liberarsi dal proprio principe azzurro di Marcia Grad Powers, condividendo emozioni e incoraggiamenti, rivolti non solo alle donne, ma a chiunque!
Buona lettura! 
 
Tutti dovrebbero sapere chi sono, ma ben pochi lo sanno
 
E aspettano che arrivi il principe azzurro.
Quella persona che le porterà in salvo dove tutto è possibile e dove tutto è bellissimo.
Anche io l’ho aspettato.
C’è stato un momento in cui ho atteso e desiderato l’arrivo di qualcuno che credesse in me e mi aiutasse a realizzarmi, io proprio come Victoria – la protagonista del libro – sentivo che mancava qualcosa e lo cercavo fuori.
Cercavo fuori qualcuno che credesse in me, perché io non avevo la forza per farlo.
Desideravo qualcuno che arrivasse da fuori per guidarmi a realizzare la mia vita, perché sentivo che potevo fare di più… ma non sapevo cosa, tranne il fatto che mica l’avrei potuto fare da sola, stiamo scherzando vero?!
Guardavo alla finestra in attesa che qualcosa arrivasse…
Un po’ come tutte quelle principesse delle favole che aspettano rinchiuse nella torre che qualcuno all’orizzonte arrivi a salvarle.
Queste le storie con cui sono cresciuta, ma se potessi scegliere ora le favole della buona notte sceglierei sicuramente Ribelle, la principessa Disney che gareggia per avere la propria mano.
È questa la donna che vorrei diventasse mia figlia (se un giorno sarò madre).
Una donna che riconosce che il destino è dentro di noi e bisogna viverlo, non aspettarlo.
Ma quella donna si diventa quando si riconosce il nostro valore e si lotta, quando necessario, per risvegliarlo e tenerlo con noi.
Spesso prima di essere quella donna, l’eroina della nostra vita, attraversiamo una fase, fatta di peripezie e difficoltà, che ci aiutano a risvegliarci.
E questa fase è quando mettiamo i nostri sogni, desideri, bisogni… nelle mani di altri.
Lo vedo continuamente nel mio lavoro quando si aspetta che il proprio compagno o la propria famiglia approvi i nostri sogni prima ancora che lo facciamo noi e che ci mettiamo al lavoro per quegli stessi sogni.
L’ho vissuto sulla mia pelle quando ho messo la mia vita nelle mani del mio compagno di allora credendo che lui solo potesse davvero capirmi e come Victoria mi sono persa credendo ad ogni cosa che lui diceva.
Victoria è la protagonista del libro La principessa che credeva nelle favole – Come liberarsi dal proprio principe azzurro di Marcia Grad Powers e racconta la storia di tante e tanti di noi che credono che l’Amore salvi tutto, dimenticando un tassello essenziale… di Amare se stessi.
Così per il bene dell’amore e della relazione si accettano piccoli compromessi che con il tempo crescono e che ci portano lontano dalla persona che vorremmo essere, dalla relazione che vorremmo vivere e dalla persona che credevamo di avere accanto.
Compromessi che si basano su un ragionamento fallace in comune: “ha ragione lui e io devo aggiustare le cose”.
Ma perché crediamo così facilmente a ciò che di negativo ci dicono?!
Perché ci rimandano un’immagine che ci è familiare e alla quale già crediamo.
L’immagine che non siamo abbastanza, che c’è qualcosa di sbagliato in noi.
L’immagine di una persona che ha diversi sensi di colpa… perché poteva fare meglio una cosa o dire qualcosa di diverso, se non addirittura stare zitta.
Quando all’inizio ho raccontato ad alcune vecchie amiche ciò che avevo vissuto, mi hanno guardato come se fossi stupida (e qualcosa di simile se lo sono anche lasciato sfuggire).
Come se ci fosse qualcosa di stupido non credere in noi stessi… non c’è una persona che io conosca che crede davvero di poter fare ciò che vuole, a qualunque livello scatta il ladro di sogni che dice “ma dove vuoi andare?” o anche “chi credi di essere tu per farlo?!”
Autostimarci.
Approvarci.
Amarci.
Questi sono i temi della vita di ogni persona, anche di chi sembra infallibile, sempre sul pezzo o con una sovrastima di sé… perché tu non puoi conoscere cosa si dice fra sé e sé, non conosci cosa lo fa tremare o dubitare di sé.
Quindi, sii compassionevole con tutti perché non sai cosa sta passando e soprattutto inizia ad esserlo con te stessa.
Quindi sarebbe ora di spostare la nostra ricerca esterna da chi ci approverà, chi ci salverà, chi ci amerà… dal principe azzurro. … alla meraviglia che siamo già ora.
Non credere a nessuno che dica qualcosa di meno rispetto a ciò: che tu vali e sei meravigliosa.
Perché credimi io l’ho fatto e questo mi ha portato solo alla distruzione….
Sono dovuta crollare, dimenticarmi di me prima di iniziare a riscoprirmi e rinascere.
Un po’ come Victoria.
Ma credevo a tutto ciò perché era più facile fidarmi di lui che di me.
Era più facile perché ero molto molto più abituata a credere agli altri e al loro valore, che credere e scegliere il mio.
È importante iniziare a spostare il nostro focus dall’esterno all’interno.
Iniziare ad essere noi il nostro stesso punto di riferimento.
Iniziare ad approvare noi stesse e non aspettare approvazione di nessun altro.
Da dove iniziare?
Bhè innanzitutto smettendo di dire che non ce la fai o che è difficile.
Datti una possibilità, ragazza mia.
E poi ti posso raccontare da dove io ho iniziato.
L’ho fatto in modo inconsapevole, quindi devo ringraziare la mia Anima che non ha mai mollato e un po’ alla volta ho iniziato a sentire ciò che mi sussurra.
L’Anima sa.
L’Anima racchiude il seme del nostro destino…
A noi il compito di alimentarla e di ascoltare i suoi sussurri… che quando dentro e fuori è tutto un gran caos è difficile.
Quindi per questo, il primo passo è iniziare a fare silenzio.
Smettere di cercare soluzioni, approvazioni e incantesimi.
Ma stai in silenzio e inizia a prendere te stessa come il tuo punto di riferimento.
E sì, anche se in quei momenti può sembrare inconcepibile, sii fiduciosa.
La primissima cosa che mi ha salvato è stata la totale fiducia che ne sarei uscita.
In un modo o nell’altro ne sarei uscita.
Avevo anche smesso di pensare a come ne volevo uscire e ho iniziato semplicemente a lasciare aperta ogni possibilità.
E poi ho cominciato ad ascoltare.
Ma ascoltare veramente quello che mi diceva.
Non so dirti quando ho iniziato a farlo, ma ricordo che a furia di sentirmi dire sempre le stesse cose svilenti… ad un certo punto ho iniziato a smettere di sentire lui (tanto erano le stesse cose) e ad ascoltare quella voce dentro di me che mi diceva “ma davvero?”
E se prima tutto ciò che mi buttava addosso faceva strike al primo colpo, ora ascoltavo.
E ho iniziato a rendermi conto che tutto ciò che mi diceva non era vero.
Il ricordo più nitido è stato quando mi ha detto che ero sempre triste.
WOW.
Quella è stata la volta in cui finalmente mi sono detta un grande sonoro e fermo NO dentro di me.
Quella è stata la volta in cui ho iniziato davvero a ricordarmi di me.
La mia gioia, la mia voglia di vivere, l’essere allegra, ironica e sempre sempre sorridente.
E lì ho smesso definitivamente di credergli e ho iniziato quel cammino di rinascita che sarebbe sbocciato di lì a poco.
Quindi quando ascolti, assicurati di ascoltare davvero ogni parola che dice e chiediti se tutto ciò che dice è vero.
Ricordati la persona che eri prima di lui e soprattutto la persona che vuoi essere, a prescindere da lui.
E se fai fatica, vai a cercare indietro i ricordi felici, quelli che custodisci nel tuo cuore… Non se ne sono mai andati, sono lì, cercali, ricordali e ricordati di te:
“Si può scoprire una buona dose di verità anche in ciò che non lo è”. Victoria non era sicura se fosse giusto restare, poi le tornò in mente la frase dell’amico Willie: “Di solito una persona si trova dove dovrebbe essere”.
 
Ciò che gli altri dicono di te è vero solo nel momento in cui ci credi.
Ciò che viene detto con Amore lo senti.
Se non è vero, abbi la forza di scegliere te stessa.
Possiamo scoprire e riscoprire noi stesse in ogni situazione che viviamo, anche in quelle peggiori vedendo cosa non risuona con noi. Cosa non corrisponde a noi.
Sono cresciuta con Sissi e tutte le fiabe di Disney che tu possa ricordare.
Sono cresciuta con l’immagine del principe azzurro che ti salva e da lì in avanti lui rende la tua vita migliore.
Sono cresciuta aspettando qualcuno che credesse in me… Fino a che non mi sono resa conto che chi aspettavo ero me stessa.
Ma perché poi aspettiamo qualcuno?
Come se non fossimo in grado di fare la cose da sole, come se non ci bastassimo, come se…
Certo la condivisione è magica e preziosa, ma appunto è condivisione.
Significa che condividiamo chi siamo e cosa facciamo con un’altra persona, non che lei o noi dobbiamo colmare i vuoti, le carenze e i bisogni dell’altro.
Anche perché sennò, colmati i bisogni, finisce la condivisione?!
Se fosse questo il punto di partenza allora smetteremo di voler che qualcuno risolva i nostri problemi o accettare quando qualcuno pretende che siamo noi a risolvere i suoi problemi.
Come si è trovata a fare Victoria nel libro e io nella vita nella mia relazione.
Io che mi sentivo in dovere di risolvere i suoi problemi.
Mentre lui si giustificava nel non risolverli.
E qui si arriva ad un punto davvero essenziale, credo sia il punto di svolta dall’adolescenza all’età adulta.
Pronta?
La responsabilità.
La responsabilità della nostra vita, ma molto, direi troppo spesso, accettiamo la responsabilità della vita degli altri prima che della nostra.
Siamo così impegnate a risolvere, gestire e proteggere la vita degli altri.. da mettere in secondo piano la nostra.
Ricordati che tu sei 100% responsabile solo della tua vita, puoi aiutare gli altri ma non prenderti carico anche della loro responsabilità.
Non esiste delega per questo.
E se a volte ci assumiamo responsabilità non nostre è perché fanno leva sui nostri sensi di colpa…
“Se non lo faccio pensa che non gli voglio bene”.
“O se faccio questo poi lui ci sta male allora io rinuncio”.
“Se non lo faccio io, poi lui poverino…”
Non c’è bisogno che continui, vero?
Però potresti farlo tu… potresti prendere carta e penna e scrivere tutti i motivi per cui fai qualcosa e poi guarda quali sono vere motivazioni e quali sensi di colpa.
I sensi di colpa sono i più grandi ladri di sogni.
Sono catene invisibili che ti tengono ancorata a situazioni e persone che non sono in linea con te, con il tuo destino e con la persona che sei chiamata a diventare.
Pensa solo a questo, da chi e da che cosa ti tengono lontano questi sensi di colpa?!
Perché se facciamo fatica a staccarci da dove siamo allora è arrivato il momento di guardare altrove.
Guarda le persone a cui stai rinunciando per restare lì.
Guarda tutti coloro che beneficerebbero del tuo vero supporto, amicizia, lavoro… e che ne sono privi perché sei ancorata lì.
Guarda ciò che potresti vivere e non vivi perché sei prigioniera dei tuoi sensi di colpa.
E rendendomi conto che ero in ostaggio, io mi sono salvata.
Rendendomi conto che non potevo assumermi la responsabilità per la sua vita, che non potevo salvarlo e che nessuno ci sarebbe mai riuscito, non perché impossibile, ma perché è un viaggio che spetta ad ogni persona…
L’eroe combatte in prima linea, non delega il suo ruolo.
Rendendomi conto di tutto ciò, ho smesso di lottare, aggiustare le cose e soprattutto di cercare un briciolo di amore e rispetto nel suo sguardo o nelle sue parole.
Ormai non era più importante cosa avrebbe detto o non detto, fatto o non fatto… io sentivo che finalmente bastavo a me stessa.
E non avevo più paura.
Sapevo con fiducia e forza che avrei superato ogni cosa se non avessi perso me stessa.
E che io andavo già bene così, semplicemente per il fatto di essere viva.
E tutt’ora vado bene così, con il mio essere sognatrice, indipendente, viaggiatrice, sensibile, ambiziosa e femminile…
“Che ne dici del fatto che sono troppo delicata, sensibile e timorosa, e sogno cose che con ogni probabilità non si realizzeranno mai? E la mia lista di elementi a favore e contrari?!”
“Quando accetti il miracolo che sei e ami te stessa senza condizioni, cambiare le cose che devono essere modificate ti risulta molto più facile. Alcuni aspetti che hai sempre pensato di dover cambiare perché li giudicavi tue mancanze, veri e propri nemici, in realtà sono stati tuoi fedeli servitori. È grazie a loro che sei chi sei, una creatura unica e perfetta, diversa da chiunque altro venga prima o dopo di te”.
Chiedendosi se tutto ciò fosse possibile, Victoria ripensò agli anni in cui aveva combattuto il suo modo di essere così com’era, alle centinaia, migliaia o addirittura milioni di volte in cui si era arrabbiata con se stessa perché non riusciva a essere diversa, migliore.
“A volte mi è capitato di pensare che non ero degna di essere amata” confessò.
“Tu sei sempre stata degna di essere amata, non per via di quello che dicevi o meno e di ciò che facevi, ma semplicemente perché sei figlia dell’Universo”.
 
Non c’è nulla da meritare.
Nulla da dover fare o dire per poter meritare.
Già meriti tutto.
Già sei tutto.
Non ti resta che riconoscerlo.
Amare le tue qualità e anche quelle in fase di sviluppo, più comunemente note come difetti.
Stai attenta a come ti parli e a come ti giudichi, diresti le stesse cose ad una tua amica o invece la incoraggeresti?
È nell’armonia di ogni nostra parte che raggiungiamo l’equilibrio.
È nell’accettare i nostri punti di forza e quelli più delicati che vinciamo, smettendo di osannare la forza e criticare la vulnerabilità, sensibilità, delicatezza… perché non solo sono quelle doti che ci permettono di essere più vere (a noi stesse prima di tutto) ma ci permettono di fare la differenza nella nostra vita e in quella degli altri.
E quando ci valorizziamo, smettiamo anche di giustificarci e vediamo il bello nelle nostre azioni e nel nostro modo di essere.
E se non c’è nulla da giustificare, non c’è nemmeno nulla da approvare.
E ciò richiama alla memoria un altro libro che amo, Istruzioni per maghi erranti di Andrea Panatta:
“mi impegno a dar retta alla mia guida interiore prima che a qualunque altra forma di conoscenza, mi ricorderò di questo tutte le volte che dovrò decidere quello che è giusto e quello che è sbagliato, perché solo la mia guida interiore può dirmi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per me.
Mi impegno a ricordare che giusto o sbagliato sono solo categorie della mente e che il mio livello evolutivo sarà misurato da quanto io riesca ad essere in pace con tutto ciò che c’è”.
 
Tratta te stessa come qualcuno che ami.
Tratta te stessa come qualcuno che stimi.
Tratta te stessa come qualcuno che ammiri.
Queste sono le promesse che faccio a me stessa e ti invito a fare lo stesso.
Perché a volte mi rendo conto che riservo più amore e più attenzioni per gli altri che per me.
A volte non faccio qualcosa perché la farei “solo per me”… ma quando entrano in gioco gli altri, il farlo per loro e per dare loro il meglio, allora lo faccio per me.
E parlo di cose piccole… Acquistare una cassa per la musica, un giornata in centro… Come se farlo per me sola fosse troppo poco, io posso far altro.
NO.
No, io non merito di far altro, merito di dare a me stessa le esperienze che desidero, merito dare a me stessa quell’amore e quell’incoraggiamento che riverso sugli altri.
Cosa stai facendo per gli altri e non per te?
Cosa aspetti dagli altri?
È ora di spostare il focus su di te.
È ora di metterci al centro delle nostre vite, guardarci allo specchio e iniziare a riconoscerci.
Non abbiamo bisogno di un regno per regnare o uno specchio per ricordarci chi è la più bella del reame, abbiamo solamente bisogno che noi scegliamo noi stesse…
E lo facciamo ogni giorno attraverso le parole che ci diciamo.
A chi e cosa crediamo.
Cosa scegliamo per noi e in che punto delle priorità mettiamo i nostri desideri e bisogni.
Scegli te.
Scegli te perché non è egoismo, è amore.
Scegli te perché così ispirerai altre persone a scegliere se stesse.
Scegli te perché tu sei il nutrimento della tua vita e delle persone che sono attorno… se tu non sei nutrita, come potrai prenderti cura degli altri?
Scegli te, perché non è egoismo.
L’unico atto di egoismo che io vedo è aspettare che gli altri soddisfino la nostra vita.
È egoismo pensare che siano gli altri a essere responsabili della nostra vita.
È egoismo stare fermi e aspettare quando in realtà abbiamo tutto ciò che ci serve ora per iniziare a vivere la vita come desideriamo… il resto arriverà al momento giusto.
“Se percorriamo così il sentiero della Verità, siamo consapevoli del fatto che ciò che racchiudiamo nel nostro essere è molto più importante di tutto ciò che si trova dietro o davanti a noi: si tratta infatti del più grande di tutti i tesori, la magnificenza dell’Universo stesso”.
 
Lo dico sempre come un mantra a me stessa, alle mie clienti e a tutte le persone che incontro:
siamo molto più di ciò che ci immaginiamo.
 
Ma lo possiamo scoprire solamente guardando dentro e seguendo quella bussola interna che tutto sa che è la nostra Anima; allora sì (come conclude il libro stesso)
“le favole possono davvero realizzarsi”
e sono meglio di qualunque nostra aspettativa.
Buon Inizio.
 
 
 
 
 

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